Scopri il comune di Fosciandora
Scopri tutto il Comune di Fosciandora frazione per frazione: Ceserana, La Villa, Riana, Treppignana, Migliano, Lupinaia… e Fosciandora!
Il panorama delle Apuane, la tranquillità, le passeggiate nella natura sui sentieri che partono dal paese hanno da sempre attratto numerosi turisti. I percorsi conducono ad antichi mulini, cascate nel bosco, paesaggi incantati. In paese sono presenti due chiese quella di San Sebastiano e l’oratorio di Sant’Agostino. La prima fu fondata nella prima metà del XVII secolo per rispettare la volontà del sacerdote Benedetto Nardini che lasciò 1000 Scudi Garfagnini affinché la sua terra natale avesse una chiesa. L’altra fu di proprietà della famiglia Raffaelli, nobile famiglia lucchese che realizzò sulla fortificazione preesistente la sua residenza di campagna, Villa Raffaelli. Le fortificazioni del capoluogo, anche se oggi sono quasi completamente scomparse, furono costruite nel 1606. Vi erano cinque porte e altrettante torri. Una curiosità: nella biblioteca della villa sono custodite le corrispondenze fra la marchesa Giulia Provenzali ed il marito, lo storico e studioso Raffaello Raffaelli, con l’amico Leopoldo Granduca di Toscana.
Il castello di Ceserana si trova alla sinistra del Serchio. Come buona parte dei paesi garfagnini è su un rilievo collinare. L’aspetto della attuale struttura risalirebbe al 1400 quando pure Ceserana fece atto di dedizione agli Estensi. In effetti tra il 1467 e il 1474 per rispondere a nuove esigenze difensive, considerato l’uso di armi da fuoco, la rocca originaria fu circondata da mura più spesse ed ampie. All’interno della fortificazione della Rocca domina la valle la meravigliosa chiesa romanica di San Andrea. Si pensava che qui, il 29 luglio 1333 potesse essere stata trattata la pace fra il Re di Boemia e Roberto D’Angio’ Re di Gerusalemme, due personaggi “niente male” se si pensa che Roberto come Conte di Provenza si trovò in contrasto con Filippo il Bello, il Re di Francia che distrusse l’Ordine dei Cavalieri Templari. Costruzioni e simbolismi templari si ritrovano spesso in Garfagnana e anche l’abside della chiesa di Ceserana , con i suoi capitelli, riporta alcuni simboli che ritroviamo nel più ricco Duomo di Barga, sede di una commanderia templare. E’ possibile visitare il Museo nella Rocca Estense.
È verosimile che i paesi di La Villa e di Ceserana, prima del 1400, formassero un solo paese. Fra l’uno e l’altro, infatti, furono rinvenuti molti ruderi, rovine che fecero ipotizzare l’esistenza di altre case nella località chiamata Ortomaggi, dove pare vi fosse anche la chiesa di Santa Maria di Ceserana. Sembra, che dopo la caduta della chiesa, gli abitanti di La Villa ne fabbricarono una nuova, in un luogo più centrale, conservando l’antico titolo di Santa Maria Assunta. Dal paese di La Villa si può salire all’alpeggio delle Prade Garfagnine, in auto o seguendo i sentieri da mountain bike o trekking: l’alpeggio, punteggiato dai caselli in pietra dei pastori, è un luogo bucolico di pace immerso nel verde.
Lupinaia è un paese antichissimo. La sua chiesa è menzionata in un documento longobardo datato 754. Nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo vi è una piletta di marmo per l’Acqua Santa. Il suo fusto, con mascheroni alla sua base, si eleva da un basamento quadrangolare e sostiene una tazza baccellata, datata fra il 1200 e 1500. Del 1549 è il paliotto dell’altare di tipo ligneo intitolato a San Antonio Abate (la parte superiore è invece del secolo successivo e, come l’altare maggiore, sarebbe stato realizzato dal magister lignarius Giuseppe Gherardini di Fanano). L’altra chiesa, costruita nel 1630 è intitolata alla Beata Vergine Maria Addolorata mentre, appena fuori del paese, in un bosco di castagneti secolari, c’è anche un piccolo oratorio eretto nel 1610 dedicato alla Madonna delle Grazie. Lupinaia, arroccata con le sue case fortificate dai bei portali in pietra scolpita, è circondata da castagneti antichi: partono da qui percorsi che si collegano al sentiero 00 della grande escursione appenninica.
In questo paese aveva delle proprietà il longobardo Pietro di Teupert, Vescovo di Lucca, almeno fino alla prima metà del IX secolo. In effetti il suo nome sembra derivare da “terra abitata da ariani” (longobardi). La sagoma orientaleggiante del campanile si differenzia per stile da ogni altra frazione. Dal 1260 fu chiesa figliale della Pieve di Loppia sotto il titolo di San Silvestro, e pagò 60 Libbre per la Crociata. Nell’altare a sinistra risalta un pregevole Cristo nero ligneo e in quello a destra una statua della Vergine Maria. Il paese è circondato da terrazzamenti coltivati a vigneti, famosi per il buon vino che producono. In paese è presente un bar-alimentari.
Anche qui le più antiche notizie risalgono all’VIII secolo. La chiesa di San Martino è anch’essa molto antica. Pure questa, nel 1260, per “la Crociata” pagò una decima di 63 Libbre. Al suo interno, appena entrati a destra, una acquasantiera in pietra. Subì danni ingentissimi durante la Seconda Guerra Mondiale essendo sulla Linea Gotica. Il paese domina la valle del Serchio offrendo tramonti indimenticabili ai suoi visitatori, dall’alto dei suoi tetti sovrapposti e dei suoi vicoli di pietra, dove ogni angolo è un presepe.
Di particolare importanza, nei pressi di Migliano, è il Santuario di Maria Santissima Della Stella costruito sulle rovine di un antico Oratorio, già menzionato in una bolla papale del 1167, a seguito del rinvenimento nel 1798 di un antico affresco della Madonna. La chiesa parrocchiale di Migliano, dedicata a San Michele Arcangelo, fu restaurata a seguito del terremoto del 1920. La struttura attuale risale al 1772. A Migliano si trova anche il Municipio, l’Ufficio Postale, la Farmacia ed un bar-alimentari.